Ringraziamenti per la Casa dei Ragazzi

Cari amici di Baan Unrak,
di seguito troverete i ringraziamenti che ci sono pervenuti dalla Tailandia per l’aiuto che abbiamo dato alla costruzione della casa dei ragazzi.

Siamo davvero felice di darvi questa notizia e certamente lo sarete con noi. Ogni nostro sforzo si tramuta in acqua, cibo, cemento e rimane stabile e concreto nel tempo. Grazie infinite.

Negli ultimi anni la nostra comunità ha accolto un numero crescente di ragazzi e donne fuggite dalla vicina Birmania. Gli spazi nella casa costruita in passato per i bambini più piccoli e le madri,  anche se molto grandi,  diminuivano rapidamente, mentre il numero di ospiti per stanza aumentava sempre di più. In poco tempo si arrivo’ ad una situazione molto critica:  stanze sovraffollate; servizi igienici non adeguati;  persone sane che dovevano condividere le stanze con malati. Tutto questo aumento’ il rischio dei contagi. Molto spesso le persone appena accolte erano malnutrite con bronchiti e altre infezioni alle vie respiratorie. La casa non era sufficente. Abbiamo dovuto trovare una sistemazione provisoria. Fu così che abbiamo cominciato a costruire delle capanne in bamboo intorno alla casa principale. Le capanne che aumentavano di pari passo con il “flusso” di persone che fuggivano dalla dittatura Birmaia, non erano il posto piu’ adeguato per la nostra comunita’ in continua crescita. Abitare in capanne di bamboo non era facile, soprattutto durante la stagione delle piogge. In questa zona della Thailandia le piogge  possono durare anche sei mesi. Le piogge monsoniche attraversano con facilità il tetto di paglia e tutta  la struttura  in bamboo si deteriora rapidamente e richiede frequenti riparazioni. Le riparazioni  non sono facili per  mancanza di materie prime. Vivere in questi alloggi molto spartani, non era facile per i nostri ragazzi che domivano sul pavimento di bamboo con solo delle piccole luci esterne per il pericolo d’incendi. I nostri ragazzi hanno sopportato questa situazione in maniera dignitosa, senza nessun sentimento di gelosia nei confronti del resto della comunità che viveva all’interno della casa in cemento.

Un sogno che diventa realta’

Nel 2010 la casa per i Nostri ragazzi  era ancora un sogno, un disegno su un pezzo di carta.La casa era , invece, un bisogno reale. Si decise di iniziare una raccolta fondi per realizzare il nostro sogno. Contemporaneamente si iniziò una campagna di sensibilizzazione spedendo lettere di richiesta di aiuto ad alcune aziende della capitale. Una compagnia rispose alla nostra richiesta  con una donazione di cemento. Così con i soldi raccolti e la donazione di cemento finalmente la casa non era più un sogno, ma piano piano stava per diventare realta’! Sapevamo che non sarebbe stato facile, ma eravamo determinati ad andare avanti con questo progetto.

Preparazione del progetto

L’ufficio governativo di Sangklaburi ci diede il permesso per costruire.In Baan Unrak si presentarono diverse persone offrendosi, sia per l’acquisto dei materiali, che per la costruzione. Era incredibile che in  un piccolo posto come Sangklaburi esistesse cosi tanta concorenza nel campo edile. Tutti volevano farci il progetto. Tutti offrivano credenziali buone e  sottolineavano la loro “influenza” essendo ufficiali governativi o dei poliziotti. Offrivano sconti sulla manovalanza, il che  significava maggior sfruttamento delle persone. Quello che loro chiamavano “manovalanza” e’ la comunita’ di persone che Baan Unrak sta’ tuttora aiutando a svincolarsi da una situazione di sfruttamento e servitù. Da questa comunita’ vengono le persone piu bisognose. Abbiamo aiutato molte di loro dando  un posto per vivere, la possibilità di continuare o di iniziare gli studi. Abbiamo insegnato lavori e dato lavori. Abbiamo dato assistenza medica e soprattuto  le capacita’ per avere possibilita’ di inserirsi nella società. Cosi si decise  di saltare tutti gli intermediari e sfruttatori:decidemmo che la nostra nuova casa sarebbe stata costruita seguendo i valori etici che sono alla base del nostro progetto. Quindi abbiamo deciso di far realizzare la casa interamente a lavoratori Birmani (profughi) dando loro la possibilità di lavorare e non di essere schiavi del lavoro, con un salario dignitoso; fornendo tutte le attrezzature per lavorare e per rendere il lavoro meno faticoso.

Per risparmiare, abbiamo decisione di aquistare tutti i materiali direttamente da Bangkok o nelle province vicine e per avere una  maggiore scelta dei materiali ed una migliore qualità.  Ad esempio i mattoni e copertura per il tetto sono di nuova concezione con un maggiore isolamento termico ed infine un risparmio economico non indifferente.

    

 

Ostacoli nella realizazione della casa

La realizzazione della casa non ha avuto un andamento regolare, i lavori seguivano i flussi delle donazioni e la situazione politica della vicina Birmania,  quindi tutto era molto precario. Nel corso dei lavori  le tensioni tra la giunta militare e il fronte combattente Karen si inasprirono molto. Sfocio’ in un conflitto armato che indirettamente colpi’  anche noi. I lavoratori di Baan Unrak  ed il gruppo di lavoratori che stavano realizzando la casa andarono al confine per aiutare i Karen che stavano combattendo la giunta militare. Il conflitto provocò un’ondata di profughi, principalmente donne e bambini, che il governo Thailandese accolse allestendo un campo profughi adiacente il confine impedendo loro  l’ingresso in Thailandia. Durante il conflitto, all’interno della nostra comunità, si era creato un clima di tensione ed un senso di impotenza. Le notizie che arrivavano parlavano di diverse migliaia (la stima ufficiale era di 5000 persone) di persone bloccate dal governo Thailandese senza aiuti. Avevano bisogno di tutto. Molte di queste provenivano dagli stessi villaggi di origine delle persone che vivono a Baanunrak. Tutti a Baan Unrak (lavoratori e bambini) ci sentimmo  molto uniti nello sforzo per aiutare queste persone. Ci siamo uniti ad altri gruppi di beneficenza ed ONG internazionali come Medici senza Frontiere. Siamo entrati  nel campo profughi distribuendo coperte,zanzariere, riso ed acqua. Lentamente gli scontri si spostarono dal confine, la situazione torno’ alla normalita’. Lentamente ripresero i lavori della casa. A questo punto avevamo la certezza che sarebbe finita perchè nel frattempo abbiamo ricevuto la buona notizia dall’Italia della conferma del vostro fondamentale aiuto economico. Oggi che la casa è terminata e vorrei farvi presente che le nostre decisioni prese prima di intraprendere la costruzione erano corrette. Hanno dato ottimi risultati. Comprando direttamente i materiali edili abbiamo avuto un risparmio economico che ci ha permesso di realizzare nella parte inferiore della casa uno spazio per le attività di ricreazione dove i nostri ragazzi  potranno esercitarsi nello yoga ed in  attività ludiche e sportive. Inoltre ci sara’ una stanza dove i ragazzi impareranno a suonare strumenti musicali. Oltre a tutti i benefici che Baan Unrak riceve c’e’ anche il contributo che questo progetto ha dato alla comunita’ locale di profughi. Molte persone hanno avuto un lavoro dignitoso con un salario umano. Alcuni lavoratori sono riusciti a risparmiare abbastanza per ritornare nel loro paese di origine per aprire piccole rivendite di generi alimentari, altri hanno acquistato animali da cortile o preso in affitto una porzione di terra da coltivare.

Ringraziamenti

E’ con immenso piacere che vorrei esprimere il mio apprezzamento per il vostro prezioso aiuto che ha contribuito al sucesso del progetto. E’ con il vostro aiuto che adesso gli adolescenti di Baan Unrak hanno una struttura per vivere e dormire. Un posto molto confortevole e funzionale che li protegge molto meglio nella stagione dei monsoni. Adesso possono dire che hanno un posto dove si sentono a casa. Questo posto donato da persone amorevoli che considerano come i loro parenti, da un paese lontano.

 

Grazie dal più profondo del cuore.

 

La responsabile del progetto

 

Didi Devamala

       

 

 

This entry was posted on venerdì, dicembre 2nd, 2011 at 06:18 and is filed under Senza categoria. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. Both comments and pings are currently closed.

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